Verdure congelate appena raccolte? Sono meglio di quelle fresche..
Interessanti i dati di uno studio dell’Institute of Food britannico, riportato dal Daily Telgraph, secondo il quale le verdure surgelate sarebbero più sane di quelli freschi, poiché capaci di contenere i nutrienti più a lungo. Lo studio rivela che prima che le verdure fresche arrivino sui nostri piatti possono passare fino a due settimane, nonostante le statistiche abbiano verificato che l’80% dei clienti nei supermercati britannici crede che le verdure del negozio siano in media «vecchie» di soltanto quattro giorni. Le verdure possono invece impiegare nove giorni solo per arrivare al supermercato, a cui vanno aggiunti come minimo altri quattro sugli scaffali. Se il consumatore temporeggia prima di servirli a tavola, nella peggiore delle ipotesi, possono passare un totale di sedici giorni dalla raccolta. Gli ortaggi freschi cominciano a deteriorarsi dal primo minuto successivo alla loro raccolta: in questo lasso di tempo le ricerche hanno mostrato che, per esempio, i fagiolini possono perdere fino al 45% di sostanze nutritive, broccoli e cavolfiori il 25%, i piselli il 15% e le carote il 10%. Le verdure surgelate vengono normalmente congelate entro poco dal momento di raccolta, e per questo conservano più nutrimenti. Quindi le verdure che spesso portiamo sulla tavola e consideriamo fresche, in realtà hanno già perso molti delle loro sostanze benefiche. A questo sommiamo il vantaggio di avere ogni tipo di verdura preferita sempre disponibile nel reparto surgelati del nostro supermercato di fiducia (QUI è possibile consultare le eventuali offerte su questa tipologia di prodotto) anche se fuori stagione.




















Secondo una ricerca dell’Università degli Studi di Napoli, diretta dal dottor Pasquale Strazzullo, il potassio sarebbe un prezioso alleato del nostro cuore. Dunque alimenti come patate, banane, ma anche più in generale verdura, alcuni frutti, yogurt magro, fagioli e piselli sono alimenti ricchi di potassio, e secondo la ricerca, sarebbero quindi in grado di schermare il cuore da rischi come ictus e malattie coronariche. Lo studio è durato ben 19 anni, nella quale sono stati presi in esame i dati clinici di pazienti provenienti da 10 studi di settore, in cui si erano verificati ben 5.500 infarti e 3.100 malattie coronariche. In questo lasso di tempo i ricercatori hanno indagato su tali disturbi, notando come un consumo regolare di cibi con potassio fosse in grado di ridurre il rischio di ictus del 19% e di coronaropatia dell’8%. Tale studio tenderebbe quindi a dimostrare come un consumo regolare di potassio possa diventare un alleato per la salute di uno degli organi più importanti del nostro organismo.
A qualcuno non piace, altri non ne possono fare a mano, fatto è che il pesce – ormai lo sanno anche i muri – fa bene, e fin qui nessuno aveva dubbi. Ma gli studiosi della University of California di San Francisco hanno scoperto che il pesce non è solo salutare, ma mantiene anche giovani. Come? Grazie ai famosi omega 3 in esso contenuti, che proteggono e allungano i telomeri, ovvero le terminazioni dei cromosomi. I telomeri sono una ”protezione’ che si trova alle due estremità dei cromosomi e che con il tempo tendono a logorarsi e a perdere la loro funzione di protezione di parte del codice genetico che così invecchia e noi ne mostriamo i segni nel corpo e nella mente. Un aiuto per allungarli e apparire più giovani e belli può venire allora dal pesce. Recenti studi inglesi hanno scoperto quale sia il gene che ci fa apparire più giovani di quello che siamo anagraficamente. E’ il gene “Dorian Gray”: se siamo sfortunati e ci capita la sua variante “sbagliata” dimostriamo più anni. La mutazione che fa la differenza starebbe proprio nell’accorciamento dei telomeri, accorciamento a cui non sono soggetti i belli e fortunati che sembrano non invecchiare mai.


