mar
31
2010
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Cioccolato amico del cuore: basta non abusarne.

La Pasqua è alle porte e non mancherà di certo sulle nostre tavole un uovo di cioccolato. Proprio il cioccolato sembra essere stato rivalutato da alcuni esperti proprio di recente, sostenendo alcune proprietà benefiche per la salute. Il cioccolato sarebbe in grado di proteggere cuore e arterie dai disturbi più comuni come l’ipertensione, ma anche da ictus e infarto. A confermarlo è uno studio condotto su ben 19 mila persone dagli esperti del German Institute of Human Nutrition, che ne descrivono i risultati sulla rivista European Heart Journal. Pare dunque che chi è abituato a consumare mezza tavoletta di cioccolato a settimana corra un rischio del 39% inferiore di disturbi cardiocircolatori rispetto a chi non ama il cioccolato o, al contrario, a chi ne mangia in modo eccessivo. Inoltre, i consumatori “moderati” di cioccolato vantano in media una pressione più bassa. Ma attenzione: «Il consumo moderato di questo alimento – evidenzia Brian Buijsse, autore principale dello studio – è in grado di aiutare a prevenire disturbi cardiovascolari di vario tipo. Ma solo se il cioccolato va a sostituire altri cibi ad alto contenuto calorico: non si può pensare di giovare dei suoi benefici se si abbina a snack ipercalorici e bibite dolci». Insomma, anche in questa Pasqua ormai alle porte, diciamo sì al cioccolato, ma con moderazione.. e se non avete ancora acquistato il tanto amato Uovo di Pasqua, QUI potete trovare ancora tante offerte su dove acquistarlo risparmiando..

mar
30
2010
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No alla plastica: le iniziative italiane e non solo..

Che la plastica sia una delle tanti fonti di inquinamento del nostro pianeta, oramai ne siamo consapevoli (anche se non facciamo ancora abbastanza) e in merito vi avevamo segnalato anche diverse interessanti campagne italiane per sensibilizzare ad esempio all’uso di sacchetti biodegradabili al posto di quelli di plastica (come quella della città di Roma, o  come ad Udine lo scorso weekend, dove è stata lanciata la giornata-progetto ‘Udine senza Plastica’) o anche l’iniziativa indiana di riutilizzare la plastica degli stessi sacchetti per produrre asfalto. In Italia dovremo aspettare ancora un bel po’ di mesi prima di  vederli aboliti del tutto (a parte alcune iniziative specifiche della GDO che hanno anticipato i tempi). Un peccato, se si pensa che ad esempio in Irlanda, una città come Dublino ha introdotto già nel 2002 una tassa sui sacchetti di plastica distribuiti in negozi e supermercati che in cinque anni ha ridotto del 97% i sacchetti in discarica e aumentato le entrate statali per 10 milioni di euro, a loro volta reinvestiti in azioni di gestione dei rifiuti. E dall’America arriveranno anche gli occhiali 3D biodegradabili al posto di quelli in plastica: gli occhialini 3D saranno realizzati con l’utilizzo di materie plastiche biodegradabili ottenute dalla lavorazione dei cereali e daranno diversi vantaggi: una più efficace difesa dell’ambiente, facilità di smaltimento e, se non dovessero più essere utilizzati, gli occhialini 3D prodotti in tandem dalla Cereplast e dalla Oculus 3D sono stati studiati per decomporsi dopo tre mesi, senza lasciare tracce nocive. Non mancheremo di aggiornarvi su nuove e interessanti notizie “amiche” dell’ambiente.. (nella foto una barca costruita con il riciclo di bottiglie di plastica).

mar
26
2010
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Da aprile progetto pilota per il recupero delle bottiglie di plastica

Il gruppo acqua minerale San Benedetto darà il via dal prossimo aprile ad un progetto – in collaborazione con i supermercati Pam, gli ipermercati Panorama e Aliplast – volto a recuperare le bottiglie in pet utilizzate per la distribuzione dell’acqua, direttamente nei punti vendita di queste catene di distribuzione.  Il progetto pilota prevede l’inserimento all’interno dei punti vendita di raccoglitori di bottiglie in Pet e  il materiale raccolto verrà poi avviato alle attività di recupero/trasformazione. L’iniziativa, lodevole, prevede anche una speciale ‘raccolta punti’  per incentivare i consumatori a riciclare le bottiglie di plastica assegnando per ognuna di esse un punto. Il progetto sperimentale durerà 6 mesi e coinvolgerà inizialmente un punto di vendita di supermercati Pam e 2 ipermercati Panorama del Veneto e, se funziona, verrà esteso ad altre realtà territoriali. Il risparmio in consumo di petrolio per Pet riciclato è notevole: ogni chilogrammo di r-Pet permette di risparmiare 1.7 kg di petrolio. Se il progetto dovesse riscontrare il successo sperato permetterà all’Azienda di Scorzè di essere all’avanguardia nel lancio di prodotti che utilizzano Pet riciclato, appena anche in Italia sarà recepita la normativa europea in merito all’utilizzo di rPet per la produzione di contenitori, concretizzando il progressivo avvicinamento agli obiettivi dell’accordo stipulato con il Ministero dell’Ambiente per garantire acqua ad emissioni zero di carbonio. Non ci resta che sperare nel successo di questa iniziativa e la sua espansione a tutte le aziende che producono e distribuiscono acqua minerale in bottiglie di plastica.

mar
25
2010
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Ecco il logo che dal 1° luglio garantirà gli alimenti BIO

Sempre più vicina la data del 1° luglio, una data importante per tutti i consumatori che acquistano e acquisteranno alimenti BIO. Lo scorso febbraio l’UE aveva indetto un concorso per far scegliere ai consumatori il nuovo logo di certificazione dei prodotti biologici e alla fine il risultato è quello che vedete nell’immagine a sinistra: una foglia o meglio l’Eurofoglia, composta dalle stelle simbolo dell’Unione Europea. Questo logo diventerà dal 1° luglio 2010 un vero e proprio marchio che troveremo nelle confezioni di prodotti biologici e che garantiranno la provenienza di quello che mangiamo. Ma parlando di Biologico, bisogna anche fare chiarezza. Esistono 3 tipi di prodotti biologici. Ecco una nostra veloce guida su come riconoscere un prodotto veramente biologico.

  1. Prodotto da agricoltura biologica: questa dicitura può essere utilizzata quando il prodotto è composto da almeno il 95% degli ingredienti con provenienza da agricoltura biologica e relativa certificazione, ma non solo. In etichetta dovete trovare la denominazione di vendita seguita dalla dicitura ‘da agricoltura biologica, regime di controllo CEE’, deve riportare l’organismo di controllo (es: Bioagricert ..), relativa Autorizzazione Ministeriale e uno specifico codice alfanumerico che raggruppa la sigla del paese di produzione (IT per Italia, FR per Francia e così via), la sigla dell’organismo di controllo, una lettera e un numero che identificano il produttore, la lettera “T” per i prodotti trasformati, o la “F” per i prodotti freschi e una lettera e un numero che identificano il prodotto e l’autorizzazione alla stampa dell’etichetta.
  2. Prodotto con almeno il 70% degli ingredienti ottenuti da agricoltura biologica: come facilmente immaginabile, in questo caso, almeno il 70% degli ingredienti deve essere di origine biologica e al produttore non è consentito al produttore di usare la dicitura ‘da agricoltura biologica’ nella denominazione di vendita ma soltanto nell’elenco degli ingredienti, (dove verranno evidenziati con un asterisco quelli ottenuti tramite agricoltura bio e certificati dall’organismo di controllo oltre alla loro percentuale).
  3. Prodotto in conversione all’agricoltura biologica: questo caso riguarda tutte quelle aziende che sono in attesa di ricevere la certificazione dall’organismo di controllo, ma che già rispettano i disciplinari di produzione biologica da almeno 12 mesi. Questa dicitura è utilizzabile solo per prodotti costituiti da un solo ingrediente di origine agricola raccolto dopo un periodo di conversione di almeno dodici mesi.

Tra pochi mesi avremo dunque una ulteriore garanzia in più sui prodotti biologici che andremo ad acquistare e mangiare..

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