E-commerce: UE punta a meno costi e maggiori tutele

La Commissione Europea vuole puntare al raddoppio del volume del commercio elettronico  in tutta Europa entro il 2015. E’ questo l’obiettivo dell’esecutivo comunitario illustrato oggi  definendo 16 azioni concrete volte a raddoppiare entro il 2015 la quota di e-commerce delle vendite al dettaglio – oggi al 3,4% – oltre alla quota dell’economia online sul Pil europeo complessivo, che oggi è inferiore al 3%. Secondo i dati della Commissione Europea, il commercio ed i servizi online potrebbero rappresentare entro il 2015 più del 20% della crescita e della creazione di occupazione netta in alcuni Stati membri, come la Francia, la Germania, il Regno Unito e la Svezia, ma ci sono diversi problemi da affrontare e risolvere, relativi ai pagamenti, alle consegne e alla tutela dei consumatori. Attualmente – si legge nel documento –  tra i principali ostacoli allo sviluppo dell’economia online, ci sono un’informazione ”inadeguata” ai consumatori, un sistema delle consegne e dei pagamenti ”inefficiente”, oltre ai ”rischi” legati alla diffusione della cybercriminalità. Allo stesso tempo, l’esecutivo UE ha lanciato una consultazione sul Libro Verde sui pagamenti elettronici per individuare eventuali ostacoli a un’ulteriore integrazione del mercato in questo settore.

”Un ambiente integrato sicuro e trasparente per i pagamenti in tutta la Ue e in grado di creare mezzi di pagamento più efficienti, moderni e sicuri, a beneficio dei consumatori, dei commercianti e dei fornitori di servizi di pagamento”, ha spiegato la Commissione, sottolineando che il termine ultimo per inviare i contributi alla consultazione è l’11 aprile 2012. Dunque, la Commissione è pronta a lavorare per incentivare shopping online con varie soluzioni possibili, in primis il taglio dei costi. Si sta infatti pensando ad una “Single European Payment Area“, ovvero una zona finanziaria virtuale che possa garantire estrema sicurezza nelle transazioni per i cittadini europei, promettendo il diritto di recesso entro 14 giorni dell’acquisto, la restituzione completa della spesa entro due settimane in caso di prodotti non conformi alle aspettative, un’informazione dettagliata sulle peculiarità del venditore e sulla sua affidabilità, nonché un limite massimo di 30 giorni per le spedizioni. Si lavorerà poi anche sulle spese di spedizione, che dovranno necessariamente esser ridotte per incentivare ancora di più l’acquirente o addirittura portate a costo zero per tutti gli acquisti effettuati con carta di credito e sopra il valore dei 40 euro. Insomma più tutele e meno spese per il consumatore.. non resta che attendere le prime decisioni operative in materia.

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