lug
30
2010
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Ridurre i consumi di energia elettrica in casa? Basta un buon televisore!

Volete tagliare i consumi energetici della vostra abitazione? Allora dovete partire dall’oggetto che non manca quasi mai nelle case degli Italiani: il televisore! Secondo una indagine GfK Retail and Technology Energy Efficiency Traking gli apparecchi televisivi avrebbero un gran potenziale in termini di risparmio energetico variabile a seconda delle dimensioni, della casa produttrice e della tecnologia impiegata. Il fattore che più di tutti influenza l’efficienza energetica sono però i “pollici”.  Da un monitoraggio effettuato in Germania dal gennaio al maggio di quest’anno, il consumo medio indicato dai produttori di televisori LCD a schermo piatto è stato pari a 123 Watt per uno schermo da 32 pollici. Per uno, invece, da 42 pollici il consumo salirebbe fino a 187 Watt, per toccare una punta di 235 Watt per un televisore da 47 pollici. In un arco di tempo più ampio, invece, una notevole differenza è stata rilevata se, ad esempio, il televisore rimane acceso per una media di quattro ore ogni giorno e rimane in standby per il resto del tempo. In queste condizioni un televisore da 32 pollici consuma 179 kWh all’anno, mentre uno da 47 pollici arriva a consumare in 12 mesi 342 kWh. Un consumo che equivale a circa 100 kg di emissioni di CO2 all’anno per il modello di tv più piccola e a circa 200 kg di CO2 per quello più grande. Un confronto che già fa capire quanto una piccola differenza nella dimensione dello schermo possa determinare un consumo energetico tanto diverso. La ricerca di GfK Retail and Technology ha messo in evidenza anche il possibile risparmio in bolletta scegliendo una tv meno “ingombrante”. Nel corso di un anno, scegliendo un televisore da 32 pollici si genera un risparmio di circa metà del costo dell’elettricità consumata da un modello da 47 pollici. La ricerca mette in evidenza anche come le differenze in rendimenti e risparmi in bolletta dipendano molto anche dal modello e dalle case produttrici. Dopo un arco di tempo di circa sette anni il consumatore che ha scelto un modello a basso consumo energetico potrà arrivare a risparmiare circa 200 euro di elettricità, compensando un maggior costo iniziale dell’apparecchio. I televisori  con  tecnologia LED consentono invece di ridurre il consumo di energia di una TV da 32 pollici di circa il 30%, e il risparmio può arrivare fino al 50% a seconda del modello e del produttore. E’ anche per questo che, entro il prossimo anno, la Commissione Europea ha pensato di introdurre particolari etichette energetiche per i televisori, in modo da aiutare il consumatore a orientarsi meglio tra gli scaffali dei rivenditori.

lug
29
2010
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Pushed Slab: a Parigi presto il primo Eco-Quartiere

Su un  area di 4.150 mq (un ex sito ferroviario)  verrà presto alla luce  il primo eco-quartiere di Parigi. Il progetto sviluppato dalla francese ICADE Promotion e commissionato a MVRD, dovrebbe partire con i suoi cantieri da inizio 2011 nella Zona 13 di Parigi (vedi cartina sotto) diventando la prima costruzione (ben 19.000mq) a basso consumo di energia (e con una produzione della stessa di circa 200.000kWh all’anno). Il progetto combina tecnologie già collaudate per il rendimento energetico con i diversi piani dell’ufficio e gli spazi esterni come patii, balconi  e giardini. La costruzione è altamente flessibile offrendo tre nuclei e un ingresso centrale e può essere affittata ad uno o più inquilini senza mutamenti strutturali. Il terrazzo ed i balconi saranno forniti di alberi piantati in grandi vasi, offrendo agli impiegati un ambiente ideale per rilassarsi. Le finestre sono direzionate in modo tale da essere esposte al sole in maniera ottimale. Per contribuire allo sviluppo sostenibile tutto il legno usato nella costruzione dell’edificio è certificato con provenienza dalla Francia.  Il clima è controllato tramite ventilazione naturale e sul tetto verranno installati 1500 mq di pannelli solari, oltre a delle finestre che isoleranno perfettamente dall’esterno.

lug
28
2010
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13 Milioni di dollari per rendere più “Green” l’Empire State Building

E’ uno dei grattacieli simbolo dell’intera America (oltre ad essere il grattacielo più alto di New York dopo la distruzione delle Torri Gemelle) e potrebbe diventare anche un altro simbolo della svolta “green” degli Stati Uniti. I proprietari dell’edificio infatti hanno dichiarato che verranno investiti ben 13 milioni di dollari per ridurre del 40%  il consumo energetico dell’Empire State Building (con relativa riduzione dell’inquinamento prodotto, stimato in 100mila tonnellate di C02 in meno nei prossimi 15 anni). Il piano di ristrutturazione prevede l’installazione di oltre 6.514 finestre con speciale pellicola isolante che eviterà alle radiazioni solari di surriscaldare gli interni, l’inserimento di un sistema di aerazione (controllato da una grande rete senza fili) a basso consumo energetico. Paul Rode di Johnson Controls, che si sta occupando del progetto, afferma che il maggior risparmio energetico è rappresentato dal fatto di aver convinto i 300 affittuari a utilizzare in maniera più efficiente i loro spazi. Ogni società che ha un ufficio nell’Empire State Building ora ha accesso a un sito web che registra minuto per minuto i suoi consumi energetici e offre consigli su come ridurli.

lug
27
2010
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Mongo Desert Transporter: il camion ad energia solare a basse emissioni

Dopo avervi parlato di auto e treni a basse emissioni inquinanti, oggi è il turno di un camion davvero speciale, progettato per le zone desertiche dell’Africa. Si chiama Mongo Desert Transporter, è stato progettato dal designer di auto Peter Igloi-Nagy e sfrutta l’energia pulita del sole (che di certo non manca nelle zone in cui potrebbe essere utilizzato) per funzionare. Il veicolo a basse emissioni è destinato ad essere alimentato da un motore ibrido: la parte superiore e i lati del camion sono coperte con speciali pannelli solari che generano elettricità per ricaricare i pacchi batteria di bordo.  L’integrazione di pannelli solari è stata scelta proprio per sfruttare i numerosi giorni di sole presenti nelle zone desertiche. Di seguito due immagini del progetto che potrebbe diventare realtà..

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